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12月23日 .Buon Natale To Everyonexmas (LL)
me sorry, è da troppo che non mi faccio viva,,,
eh vabbè,,,
now here I am
hmm,, solito discorso di fine anno? forse quest'anno potrei essere più originale,,, e meno prolissa. che poi è esattamente come sono diventata in questi mesi,,, uno dei miei obiettivi, l'originalità, la particolarità che ti fa saltare all'occhio, quel particolare che ti distingue dalla massa,,, ci devo lavorare un bel po', ma ci sono sempre più vicina,,,
per quanto riguarda il prolissa, mi dispiace, ma sono logorroica come sempre. immagino ve ne foste accorti xD
scuola? anzi, sc(H)ool? questa seconda è partita abbastanza bassa, con diversi 4 in matematica, e una media decisamente più patetica di quella precedente,,, ma ho recuperato mate, sono soddisfatta di dove sono arrivata, senza alcun aiuto; sebbene non sia stato il massimo, questo primo quadrimestre è solo il gradino di lancio, e il secondo sarà destinato a doppiarlo,,, oh sì. sono convinta che tutto andrà meglio. è traccia di
ottimismo, questa? *________* strange
amici? beh, ho fatto un intervento per questo, tempo fa,,, e dato la frequenza con cui scrivo (-.-') non dev'essere molto distante da questo,,, ci emme qu, con alcune persone ho troncato. basta ipocrisie, basta persone che credevo amiche, basta,,, basta superfluo. ci sono i veri amici, quelli con cui la mia amicizia crescerà, quelli che quest'anno mi hanno sorpresa, quelli che lasciano tracce, quelli che le lasceranno,,, vario il panorama di quest'anno. classe terribile, nuove compagne che comincio a conoscere solamente ora, le mie stelle cadenti che ritroverò l'anno prossimo, blogger che per me significano sempre di più,,, ho pensato ad un angolino tutto per loro, dopo. ma in mezzo a tutto questo, splendenti come poche e preziose molto di più, la mia gigia e mia moglieh. senza loro non andrei avanti, sia chiaro!
amore,,, queste cinque lettere in questo 2008 hanno acquistato un significato tutto loro. amore,,, ho iniziato l'anno, a fine gennaio, notando questo ragazzo a scuola: alto, capelli neri, taaanto carino. ero una vera cuore di carciofo (gigia, è un detto, questo, mica ho scelto io di citare l'artichoke!), non è stato sicuramente l'unico ragazzo a piacermi, ma chissà come mai non sono mai riuscita a dimenticarlo, mese dopo mese. finchè, a inizio giugno (praticamente alla fine della scuola,,, -.-') una vera coincidenza ne ha tirata un'altra, con un bel pizzico di fortuna e di coraggio (egggià), l'ho conosciuto. amore,,, amore, adesso stiamo insieme da oltre 6 mesi; un sogno che è durato dentro me fino a diventare vero, la mia certezza,,, lui, il mio rifugio. lui che mi era sembrato così carino prima, e di cui ora conosco ogni dettaglio, ora per me lui è tutto, mi ha aperto a sensazioni che mai avrei immaginato. ti amo, leo,,, semplicemente ti amo. semplicemente è un eufemismo, sia chiaro,,,
menomale non dovevo farlo il discorso di fine anno xD,,, i miei neuroni si ribellano, ho poco da fare,,,
dato che ci siamo, continuiamo sulla linea classica,,,propositi di fine anno?
continuare a vivere la mia stupenda storia,,, vivere momenti sempre più spastici con le mie aminchie,,, fare un secondo quadrimestre alla mia altezza (cioè all'altezza che voglio io,,, già mi sento male O.o),,, e un altro che sinceramente non vi dico =),,,
insomma,,, sono soddisfatta di ciò che ho, lo dimostra il fatto che la maggior parte dei miei propositi è semplicemente continuare come sto andando ora,,,
il 2008 è andato stupendamente, non a caso l'8 è il mio numero preferito,,, ma il 9 è nel segno dei Panic! (Nine In The Afternoon (♪ )), quindi si prospetta un'altra ottima annata,,,
anyway,,, ho pronti alcuni regali per voi!,,, qui mi shono sbizzarita =)
xmas music
la classica canzone di natale, no? però cantata dai MCR è decisamente meglio *.*
ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU - MY CHEMICAL ROMANCE
{.♪
♪ I don’t want a lot for Christmas
♪ TUTTO CIò CHE VOGLIO PER NATALE SEI TU Non voglio molto per Natale thanks
non starò qui ad elencare cosa ognuno mi ha dato, quest'anno, cosa mi ha fatto scoprire, come mi ha cambiata,,,
se ho deciso di mettere un nome è perchè in questo 2008 ha significato qualcosa per me,,,
e se siete curiosi, cliccate sul nome, ho messo una foto =)
♥
innanzitutto leo, il mio amore, lui al quale ho dedicato tanto di me,,, non hai bisogno di presentazioni,,, ti amo.
la mia migliore amica, la mia gigia,,, mushroom's queen od ortofrutticola, non cambiare MAI,,, ti amo
mia moglieh,,, in te i grazie si perdono, sei semplicemente indefinibile,,, ti amo
la mia bimba folleh,,, ricorda che I love you, anche se abbiamo sempre meno tempo per noi,,,
la mia mora,,, da anni sempre noi, sempre meglio,,, ti amo
la mia sorellina alex,,, sei unica, e mai ti dimenticherò,,, e ci vedremo presto, promesso!,,, ti amo
la mia zzià,,, ti ho conosciuta bene solo ora, ma siamo solo all'inizio,,, ti amu
la mia tata,, così dolce, così speciale,,, ti amu
la mia sore,,, da quasi 11 anni, tesoro!,, ti amo
la mia cri,,, cricciola,,, tenera come nessuno,,, ti adorissimo
la mia chuchu,,, anche se ci vediamo meno, lo sai,,, ti amu
la karo,,, so solo ora come sei veramente, e mi piaci =),,, ti voglio tanto bene
i folliH della 2B: musca, rudi, bardy, livio,,, resistete ragazzi, come faremmo senza di voi?
la mia fede,,, la mia svamp,,, saremo sempre unite, oltre quello che diranno tutti,,, ti amo
la mia debby,,, stellina, pronta per un altro capodanno insieme? ti adoro
le miestelle cadenti,,, caro, ari, debby, mari,,, quest'estate ancora insieme dopo due anni,,, sarà stupendo con voi,,, vi adoro
tutti i ragazzi di quest'estate,,, tutto il gruppo, e il mio ADP roby, la mia amore giorgia,,, mi mancate sempre,,, sempre nel cuore, tutti,,,
il mio cucciolo, mattia,,, non perdiamoci,,, ti adoro
il mio sposino,,, siamo cresciuti, entrambi amiamo, ma non ci dimenticheremo,,, well'rock forever together,,, ti amu
zio pinny,,, siamo lontani, ma ti penso sempre, ale,,, ti voglio bene
♥ e tutte le blogger che, commento dopo commento, lasciano qualcosa in me,,,
prima fra tutte, samy,, una ragazza splendida, un cuore stupendo,,, ti adoro
piccola mocetta, così dolce e innamorata,,, ti voglio bene
scrittrice per caso, adoro leggere ciò che scrive, e da quelle capisco qualcosa di lei,,,un bacio written by me
questo è un brano scritto per i compiti delle vacanze di italiano,,,
soggetto: un ragazzo timido si dichiara alla ragazza che ama.
se qualcuno nota qualche somiglianza tra il protagonista e il mio leo, è solo un caso (sèèèè xD)
voglio i vostri pareri =)
Finalmente era arrivato quel giorno. Era da molto che Brendon ci pensava, con ansia, con preoccupazione, con timore. Paura. Era restio ad ammetterlo, ma quando i suoi pensieri arrivavano a quell’argomento, puntualmente arrivava la paura. Aveva sedici anni, quasi diciassette: assurdo che avesse paura di dichiararsi. Brendon aveva ripetuto spesso il discorso che si era preparato accuratamente, parola per parola, davanti allo specchio, ed ogni volta gli sembrava che qualcosa non andasse bene: il tono di voce, l’insicurezza che trapelava a tratti, i capelli scuri che ricadevano sul viso in modo fastidioso, gli occhi verdi che potevano rivelare tutte le emozioni che in quel momento avrebbe voluto nascondere. Eppure quel giorno Brendon si guardò allo specchio, ed intravide in quel verde uno sguardo deciso e risoluto, che non sapeva spiegarsi; da tempo lo cercava, perché lo trovava solo quella mattina? Cercò la spiegazione in ogni particolare, arrivò a chiedersi persino se fosse stato il film visto al cinema la sera prima, ma alla fine concluse semplicemente col dire che era pronto. Non gli importava infondo perché, aveva passato troppo tempo ad aspettare.
Brendon prendeva l’autobus tutte le mattine con il suo migliore amico da anni e compagno di classe Pete, un ragazzo biondo con gli occhi azzurri che ricordava tanto un angioletto degli affreschi, ma che di angelico aveva solamente l’aspetto. - Allora hai deciso- disse Pete. Stavano ascoltando il suo iPod, una miniera inesauribile di musica rock e alternativa. - Sì- la voce di Brendon era più decisa di quanto pensasse. - Sono contento! D’altronde le vai dietro da…- - Cinque mesi- terminò Brendon. Cinque mesi di cui si ricordava ogni giorno, ogni occasione persa, ogni istante passato ad ammirarla. - Cinque mesi. Era ora che ti decidessi! Quindi…quando pensi di dirglielo?- - Non lo so. Insomma... finora ho sempre immaginato di farlo all’intervallo. Classico, no?- Pete annuì con i suoi lisci capelli biondi. – Ma non sarà sola- disse. Questo aveva sempre preoccupato Brendon: ma le ragazze vivevano in branco? - Sì, beh, ma posso sempre prenderla da parte, no? Magari con una scusa…e che ne so. So solo che glielo voglio dire-
Suonò la campanella, e tutti i ragazzi, come un’unica e rumorosa folla, si avviarono su per le scale per raggiungere le rispettive classi. Mentre Brendon chiacchierava con Pete, Patrick e Ryan, altri due amici e compagni di classe, si girò distrattamente per cercare con lo sguardo la chioma liscia di Kaley. C’era molta confusione, però, e tra tutti gli studenti –gente che non conosceva, tra cui spuntava qualche volto noto o vagamente tale- non riuscì a trovarla. Non che avesse voluto dirglielo lì mentre salivano le scale, ovviamente, ma aveva bisogno almeno di vederla. Anche solo per un attimo. Frustrato, si girò bruscamente, e in quel momento si accorse che era andato troppo avanti, e che aveva urtato una ragazza che aveva cominciato a salire le scale. Brendon la aiutò ad alzarsi, e quando lei gli piantò i suoi occhioni marroni in faccia, vide che era proprio Kaley. Ecco perché non l’aveva trovata dietro: era semplicemente davanti a lui. - Oddio….ehm…scusami- Tutto quello che riusciva a dirgli era “scusami”? Kaley si sistemò i lisci capelli castani e lo zaino sulla spalla. Il suo sguardo non era inferocito come si sarebbe aspettato, ma in quel momento non era in grado di decifrarlo. - Niente, non ti preoccupare. Dovrei stare attenta a dove metto i piedi-. Kaley sorrise gentilmente, e, senza aspettare una sua risposta, si voltò e raggiunse il suo branco di amiche, che l’aspettavano sulle scale. Non solo l’avevo scusato, ma aveva anche fatto sembrare che la colpa fosse sua. E gli aveva sorriso! E lui? Gli aveva risposto con un “ehm scusami”. Mentre Brendon mormorava un – Pessimo-, guardò Pete, Patrick e Ryan, che sorridevano astuti. - Vuoi proprio farla cadere ai tuoi piedi, eh? Ma come sei pratico, amico mio- gli disse Pete.
Mancava qualche minuto alla fine della terza ora, e la campanella avrebbe suonato l’intervallo. Durante tutte le ore precedenti Brendon non aveva fatto altro che pensare alla figuraccia di quella mattina: sicuramente adesso Kaley sapeva che esisteva. Forse però l’aveva scoperto nel modo sbagliato. Ripensò a quando l’aveva notata lui per la prima volta: stranamente, non era stato a scuola. Era andato al cinema insieme a Pete e Ryan, perché Patrick aveva un provino come cantante per una band; il film era una commedia che, tra l’altro aveva già visto. Era lì perché i suoi amici avevano insistito. E menomale. Quando arrivò il momento di mettersi in coda per i biglietti, aveva notato una fra le ragazze che aveva davanti: era alta, anche se decisamente meno di lui, normale, non troppo magra: come gli piaceva. Da dietro vedeva bene i capelli castani, dalle sfumature più chiare, e quando le si girò per parlare con qualcuna, vide anche i suoi occhi profondi, le sue labbra carnose e sentì la sua risata allegra. Era rimasto fulminato da quella ragazza, tanto da dimenticarsi per interi attimi di dove fosse e di cosa stesse facendo. A riportarlo alla realtà fu Ryan, che lo sollecitava a preparare i sette dollari e cinquanta. Mancava un po’ all’inizio del film, così i ragazzi avevano preso da bere e da mangiare e si erano seduti ad un tavolino non lontano dalla sala; fortunatamente, le ragazze, tra cui quella che Brendon aveva notato, erano poco lontano. Dando loro un’occhiata veloce, Brendon vide che una di loro, molto alta e magra, con i capelli rossi a caschetto, gli sembrava familiare. Era della scuola? Così chiese ai suoi amici. Da lì seppe che quelle erano tutte ragazze del loro liceo, e che quella con i capelli castani era Kaley Irish, di II D. Brendon aveva totalmente ignorato il film, preferendo fissare la nuca di Kaley, e il giorno dopo la cercò a scuola; eccola lì, come tutte le mattine, dove non l’aveva mai vista. Così aveva passato cinque mesi a pensare a lei, ad osservarla, senza mai far niente per cambiare la sua situazione. Ci aveva provato, ma era tutto inutile: si bloccava. Kaley non era una di quelle ragazze vistose, o volgari, o appariscenti; non era particolarmente famosa né corteggiata, e allora dove stava il problema? Lui si bloccava sempre. Insomma, Brendon non era uno “sfigato” né uno di quei ragazzi occhialuti e ossuti che si rinchiudevano in casa sui libri. Era molto alto, con un fisico giusto, magro, i capelli nerissimi e gli occhi tra il verde ed il marrone; era uno tra i migliori giocatori di basket, e aveva anche una modesta fama. Unico problema: la timidezza. Era insolito in un ragazzo così promettente e della sua età, ma era terribilmente, irrimediabilmente timido. Improvvisamente, suonò la campanella. Una forte stretta allo stomaco si impossessò di Brendon, impedendogli di pensare ad altro se non a quello che stava per fare. Si alzò, lentamente, e Pete gli strizzò l’occhio, dicendogli qualcosa che doveva essere un incoraggiamento, ma che lui sentì appena. Quello che invece sentì benissimo, e che aveva tutta l’aria di essere un brutto imprevisto, era il suo nome chiamato dal professore di Educazione Fisica: - Leurie-. O meglio: il suo cognome. Il professore, muscoloso e, stranamente, non molto alto, gli si avvicinò: - Leurie, sei libero lunedì? Ci sarebbe un’amichevole di basket contro l’altro liceo scientifico della zona, e mi hanno avvisato solamente ora. Sto organizzando la squadra e sei il primo che penso di inserire…- Lui continuava a parlare, e Brendon desiderava solo che la smettesse. Certo che c’era, non avrebbe mai rinunciato, no, non ci sarebbero stati problemi, sì, poteva cercare gli altri giocatori. No, aspetta. Cercare gli altri giocatori? Brendon avrebbe voluto dire che no, non poteva, aveva altro da fare, ed era d’importanza vitale. Ma come diavolo lo spiegava al prof? Così si ritrovò a passare l’intervallo a fianco del professore di Educazione Fisica e ad organizzare l’amichevole. Mentre passava dal secondo piano, cercando di tenere il passo del professore, intravide Kaley, insieme ad una sua amica, che faceva la coda alle macchinette. Brendon cercò di girarsi, ma nel frattempo, lei lo vide. I loro occhi s’incontrarono, verde e marrone, ma fu lei a distogliere lo sguardo per prima. Ancora una volta, lui non aveva saputo leggere cosa provassero quegli occhi. E mentre scompariva giù per le scale, con i fogli delle iscrizioni in mano, gli sembrò di sentire una risata allegra lì, da qualche parte verso le macchinette.
Pete, anche lui nella lista dei giocatori del lunedì dell’amichevole, non aveva detto niente a Brendon. Gli era sembrato inopportuno, e per niente amichevole: gli aveva soltanto stretto le spalle, come per dire che avrebbe potuto benissimo farlo il giorno dopo. Ma Brendon era scettico: quel giorno gli era sembrato tanto perfetto. Cosa gli impediva di credere che la mattina dopo di sarebbe svegliato con lo stesso timore negli occhi? Cosa sarebbe rimasto di quello sguardo risoluto che aveva visto allo specchio? Probabilmente se n’era già andato. Quel giorno la sua classe faceva cinque ore, sarebbe uscito dopo altre due lezioni, quindi. Per tutto il tempo restante Brendon cercò di concentrarsi su ciò che i professori dicevano, ma gli riusciva molto difficile. Aveva un’aria strana, e si sentiva come se tutto avesse stranamente rallentato il suo corso. Due ore dopo, la campanella. Fine delle lezioni per quel giorno. Sorpassato il cancello della scuola, Brendon si ritrovò con i suoi amici: Patrick se ne andò subito salutandoli, perché nel frattempo aveva vinto quel provino come cantante; Ryan aveva un appuntamento con la sua ragazza poco dopo, quindi li salutò frettolosamente. Rimasero solo Pete e Brendon. - Ah, Bren: io oggi non prendo il solito pullman. I miei mi aspettano a casa dei miei zii…sai, com’è… giornata in famiglia. Me n’ero dimenticato da quant’era importante- aggiunse sarcastico. - Non ti preoccupare, Pete. Ci vediamo domani-. Perfetto, ora era solo lui. Improvvisamente, sentì delle voci dietro di lui: stava uscendo un’ultima classe. Brendon si girò annoiato, ma si voltò subito dopo aver visto quale classe fosse: la IID. Come aveva fatto a dimenticarsi che quel giorno la classe di Kaley usciva al suo stesso orario? Si mise l’iPod nelle orecchie, un po’ per scaricare l’ansia, e un po’ per far finta, almeno, di avere qualcosa da fare. Stare lì ed aspettarla gli dava l’idea di essere un maniaco pervertito. In poco tempo, tutte le persone della IID presero la propria strada: chi salì subito sull’autobus, chi dovette aspettarlo poco, chi salì su un’auto, e chi si avviò a piedi. Alla fine, lì sul marciapiede erano rimasti Brendon, Kaley, una tizia piccolina che dimostrava molto meno della sua età, un ragazzo seduto con un libro di matematica in mano e qualche compagno di classe di Brendon, non molto vicino a lui. Kaley si guardò intorno, un po’ spaesata; mormorò qualcosa come “Ma perché non è già qui?” e che Brendon sentì benissimo, dato che aveva messo la musica in pausa da parecchio tempo, ormai. Il ragazzo respirava rumorosamente, piano, cercando di calmare quella stretta allo stomaco che l’aveva attanagliato all’intervallo. Infine, decise che aveva aspettato troppo: il ricordo dei cinque mesi passati nell’ombra lo assalirono e gli diedero un coraggio troppo simile all’avventatezza. Ma non gliene importava: si guardò nel retro dell’iPod, come uno specchio, lo sistemò alla rinfusa nella tasca dello zaino e si avviò. “O la va o la spacca”. Kaley aveva appena appoggiato lo zaino a terra, rassegnata ad aspettare l’autobus, quando Brendon le si avvicinò con timore. - Ehm…ciao- Si maledisse mentalmente, sistemandosi un post-it immaginario che gli diceva di non usare mai più l’espressione “ehm”. Kaley alzò lo sguardo scuro, con espressione sorpresa, ed estremamente dolce:- Ciao- disse. - Sono…- stava per ripetere “ehm”, ma lo sostituì prontamente con una semplice pausa imbarazzata. -…quello di stamattina.- Il ragazzo che ti adora da cinque mesi. Il ragazzo che ti osserva da cinque mesi. Colui-che-non-deve-essere-nominato. Tutto era meglio di “quello di stamattina”. Kaley rise, quella spregiudicata risata allegra, e Brendon non seppe se rideva per la sua espressione, o per quello che aveva detto. Probabilmente, per entrambi. - E io sono Kaley- “Lo so. Eccome se lo so”. – Brendon- . Ci mancava solo che si stringessero la mano, e poi erano pronti per firmare un accordo finanziario. - L’autobus non passa?- Brendon si rese conto che aveva detto una stupidata, che aveva appena conosciuto Kaley e che il cuore gli batteva all’impazzata. Troppe cose di cui rendersi conto in un fugace istante. - Già. O l’autista ha deciso di farsi una pausa. Intanto ho una gran fame-. Stranamente per Brendon, anche lei rispondeva con cavolate. E soprattutto, non sembrava infastidita da quella conversazione. - Beh, c’è sempre quella lì- disse lui, indicando la ragazzina piccola che era rimasta sul marciapiede. - Ma se mangio lei non sazio, mi sa- e risero entrambi. Era simpatica. - E l’altro tizio?- Stavolta Brendon intendeva il ragazzo con il libro di matematica. - Troppo indigesto. Matematica….sai. E poi se faccio fuori lui da chi è che copia la classe?-. Altra risata complice. - Senti, Kaley, io dovrei dirti qualcosa- Brendon l’aveva detto così, improvvisamente, mentre ancora stava ridendo con lei. Kaley assunse un’aria più seria. Indecifrabile. - Dimmi- - Beh, ecco… in realtà non è importante. Cioè...insomma…io…- Respira. Ricomincia da capo. - Ecco, Kaley, io volevo dirti che stamattina non l’ho fatto apposta-. Sei stato sfortunato, tenta ancora. Kaley stava per ribattere, ma Brendon non le diede il tempo. - No, non è questo che voglio dirti. Sì, cioè, anche questo, non l’ho fatto apposta, ma non sono venuto qui per dirti questo. Tu mi piaci, Kaley-. Le parole gli uscirono dalle labbra così, veloci; avevano aspettato troppo tempo, e dopo che furono uscite così, con quel suono, gli fece sciogliere un enorme peso. - Mi piaci da cinque mesi, da quando siamo andati insieme al cinema. Cioè, tu eri con le tue amiche, io con i miei, ma ti ho notata. Non ti avevo mai vista prima, ma in quel momento mi è apparso impossibile: come avevo fatto a non notarti prima? Tu mi piaci davvero. E io…- Non sapeva come continuare. – Io…non so cosa mi è venuto in mente, ma non avevo intenzione di nascondertelo per sempre-. Non era un bel finale, gli sembrò, ma almeno decente. Mentre ascoltava, gli occhi di Kaley erano, se possibile, diventati ancora più grandi e profondi, e le labbra le si erano schiuse per la sorpresa. La sua espressione era sorpresa, attonita, eppure niente suggeriva a Brendon che sarebbe scoppiata a ridere deridendolo. Ci volle qualche secondo perchè lei parlasse, e a lui quel tempo sembro infinitamente lungo: - E hai aspettato tutto questo tempo a dirmelo?- La sua voce era insicura, ancora sorpresa, eppure - Brendon sospettò- dolce. - Non sapevo come avresti reagito. Insomma, non ti sto chiedendo nulla, ma magari…ho passato molto tempo a pensare alle parole da usare. E non ero nemmeno sicuro che fosse una buona idea- - Pessima, in effetti-. Kaley lo aveva detto in fretta, troppo in fretta. Ed era troppo decisa. Tutti i sogni di Brendon, seppur disillusi, andarono in mille pezzi come i frammenti di uno specchio ancora nuovo e che non sarebbe stato mai stato usato. - E sai perché?- Brendon non era sicuro che fosse una domanda retorica, ma decise di considerarla tale. Con quelle parole, il ragazzo desiderò ardentemente di sprofondare nel marciapiede; Kaley fece un ulteriore passo avanti. - Perché se me lo avessi detto prima avrei risparmiato tutto questo tempo guardandoti e pensando che non ti saresti mai interessato a me-. Brendon aprì la bocca, più che sorpreso. Non poteva credere alle proprie orecchie: Kaley, quella Kaley che lui amava da quel giorno al cinema, aveva appena detto quello che aveva sentito? Lei aveva osservato lui pensando che non gli sarebbe mai piaciuta? Dallo sconforto, Brendon passò ad un confuso stato tra euforia, sollievo e una punta di qualcosa che non sapeva riconoscere. Incredulità, forse. Accadde tutto molto velocemente: fu Brendon a coprire la poca distanza che rimaneva, stringendo finalmente fra le sue braccia quella ragazza dai capelli castani, come aveva immaginato la scena innumerevoli volte nella sua mente. Kaley prese l’iniziativa, chiudendo gli occhi, e lo baciò. Lui non poteva saperlo, ma anche lei aspettava quel momento, anche lei lo aveva immaginato molte volte. E lì, abbracciati stretti e ad occhi chiusi, ad entrambi sembrava soltanto un sogno che si avverava. Avevano cercato più volte il modo per essere felici, per attuare i loro desideri, senza rendersi conto che a volte la felicità arriva, con mesi di arretrati.
e per finire,,,
dal 27 al 7 sono en France,,, a Cannes,,,
=)
che sfiga, eh? io e debby insieme per il secondo capodanno!
so,,,potremo sentirci direttamente l'anno prossimo!
Buon Natale To Everyone 12月8日 6мєѕιĐιиόι♥тυ. ѕємρяє є ѕόĿό тυ.
тυ ρяєѕєитє cόмє υи'όѕѕєѕѕιόиє, мα ριù ριαcєνόĿє.
тυ cόмє υи ѕόgиό, мα ριù яєαĿє.
тυ cόмє υиα Đяόgα, мα ριù ĐόĿcє.
ιи όgиι мόĐό, Đαρρєятυттό, ѕємρяє тυ.
♥
non mi stupisco ormai scoprendo di amarti sempre di più, di volerti sempre.
qualsiasi cosa che faccio con te diventa stupenda,,, come te.
ma come potrei non amarti se sai sempre come prendermi? no, non mi lascerai mai cadere. potrò buttarmi a capofitto in ogni emozione, se ci sarai tu con me.
senza bloccarmi, sai tenermi stretta a te. non che io voglia scappare: con te ho aria e spazio, racchiusa tra le tue braccia; trovo luce quando il buio mi soffoca, e la gente intorno diventa ostile.
ma non tu, tu non scompari. tu resti, tu rimani ad abbracciarmi, anche quando ho gli occhi lucidi.
tu che mi stupisci quando meno me l'aspetto, tu che sorridi e mi fai morire, tu che mi fai ridere e il momento dopo mi baci. tu che per strada mi abbracci, non sai stare fermo un attimo, tu che a volte non sai fare due cose contemporaneamente,
tu che hai dei capelli stupendi, e non solo quelli, tu che amplifichi ogni mia sensazione.
e io che ti amo. non smetterò di convincerti che sei perfetto, in ogni tuo dettaglio. io sono quella che vive un momento per le piccole cose che lo distinguono, perchè sono quelle che lo rendono speciale. come quando ascolti una canzone, ma non ti limiti a sentirla: le parole scivolano dentro di te, prendono significano, la melodia entra nella testa,
e percepisci quando la chitarra cambia accordo, quando il cantante prende fiato.
è un'armonia in stretto equilibrio, l'amore, come una canzone:
non è solo su una linea, è un insieme di dettagli, di prove da affrontare, di sensazioni da assaporare.
non smettere di essere così, non smettere di amarmi. perchè io sono solo all'inizio di te,,, voglio conoscerti, voglio interrogarti mentre stiamo sotto le coperte, voglio che tu mi tenga stretta e voglio ridere con te,,, ridere forte tanto da dimenticare tutto, poi guardarti in ogni angolo, trattenere il respiro e baciarti.
resta anche solo così, palcoscenico dei miei scatti, protagonista dei ricordi che voglio tenermi stretti; cambiamo atto, cambiamo scena: palco nuovo, un altro già collaudato, tempesta di emozioni crescenti che nascono piano e non si fermano.
amore è guardarti senza dire nulla, perchè non saprei come esprimere ciò che provo. amore è scrivere un intervento e provarci. far ridere chi non sa amare, chi non sa cos'è l'amore, e provare a farti entrare ancora una volta dentro me, dove ci sei tu.
sai cosa vuol dire guardare un fim d'amore e non provare una tristezza infinita perchè loro sono attori, mentre tu tutto quello lo fai davvero? sai cosa significa poterti vedere da lontano come gennaio scorso, ma stavolta vedere che tu ti giri, mi sorridi e mi vieni incontro,,, sai cos'è amarti? aspettarti per mesi, perdendo la speranza, gettando via la tua iniziale, dicendo domani ricomincio da zero, e poi non saperci far nulla.
perchè avevo capito che il tuo viso era impresso nei miei occhi, e non potevo ormai fare a meno di guardare verso di te.
come si può dire che l'amore vada a caso, quando la persona che ami veramente alla fine arriva da te? quando meno te l'aspetti, quando eri pronta, ma non capace, di dimenticare. come non si fa a non essere felici?
♥AmoreMioTiAmo,,,
05.12.08
6mesi Di noi
MUSE
STARLIGHT
♪
Far away
This ship is taking me far away Far away from the memories Of the people who care if I live or die Starlight I will be chasing your starlight Until the end of my life I dont know if it’s worth it anymore Hold you in my arms I just wanted to Hold you in my arms My life You electrify my life Let's conspire to ignite All the cells that would die just to feel alive I’ll never let you go If you promise not to fade away Never fade away... Our hopes and expectations Black holes and revelations Our hopes and expectations Black holes and revelations Hold you in my arms I just wanted to Hold you in my arms Far away This ship is taking me far away Far away from the memories Of the people who care if I live or die I’ll never let you go If you promise not to fade away Never fade away... Our hopes and expectations Black holes and revelations Our hopes and expectations Black holes and revelations Hold you in my arms I just wanted to Hold you in my arms... LUCE DELLE STELLE
♪
Lontano
questa nave mi sta portando lontano lontano dai ricordi delle persone alle quali importa se vivo o muoio luce delle stelle, io seguirò la tua luce delle stelle fino alla fine della mia vita non so ne è ancora degna stringerti tra le mie braccia volevo solo... stringerti tra le mie braccia la mia vita, tu elettrizzi la mia vita complottiamo per dar fuoco a tutte le cellule che morirebbero solo per sentirsi vive! non ti lascerò mai andare via se tu mi prometti di non scomparire non scomparire mai le nostre speranze e aspettative buchi neri e rivelazioni le nostre speranze e aspettative buchi neri e rivelazioni stringerti tra le mie braccia volevo solo... stringerti tra le mie braccia lontano questa nave mi sta portando lontano lontano dai ricordi delle persone alle quali importa se vivo o muoio non ti lascerò mai andare via se tu mi prometti di non scomparire non scomparire mai le nostre speranze e aspettative buchi neri e rivelazioni le nostre speranze e aspettative buchi neri e rivelazioni stringerti tra le mie braccia volevo solo... ho ricevuto questa mail dalla mia tata,,,
è solo una mail, stavo per cancellarla. ma il testo è,,, è semplicemente vero. è quello che provo per te. con te ti amo, amore,,, farei di tutto per dimostrartelo. ♥ Quando dormi e sogni il suo bacio
quando ti svegli e aspetti il suo messaggio,,, . quando lo guardi e pensi che è tenero quando ti abbraccia e poi senti il suo profumo addosso
quando certe parole ti fanno venire in mente quando fate gli stupidi assieme,,, quando scopri che certe cose se le ricorda ancora quando capisci che non ti farà del male
quando capisci che se ti ha fatto del male non voleva quando trova il modo per farsi perdonare
quando tu fai il broncio e lui ti riempie di baci quando lui fa lo stupido e tu nn pensi ad altro che 'ma quanto sei bello'
quando ti fa ingelosire e tu te la prendi a morte quando capisci che ti faceva ingelosire solo perchè adora vederti arrabbiata quando scopri che è più dolce di quanto pensassi quando ti rendi conto di esserlo incredibilmente anche tu con lui quando ti spegne con ogni cazzata
quando tante volte ti fai spegnere giusto perchè ti piace vederlo realizzato,,, quando ti diverti a sparare cazzate con lui come dei bambini quando non puoi fare a meno di pensarlo quando hai ancora paura di perderlo come fosse il giorno del primo bacio
quando le tua amiche si arrabbiano perchè metti lui al primo posto quando sei sempre li a prenderlo in giro per i suoi difettucci quando capisci che questi difetti lo rendono speciale
quando trovi un messaggio che ti fa incazzare di brutto quando ti arrabbi e dopo due minuti gli chiedi scusa quando rivolti tutto il mondo per vederlo
quando lo guardi e le persone che ti sono accanto ti vedono brillare gli occhi e ci sono altri mille motivi che non te lo farebbero lasciare mai (LLLLLL)
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